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LED con Lenti a 90° vs 120°

Scegliere gli Angoli Illuminanti dei LED
Angoli Illuminanti dei LED

I led sono composti da un chip elettronico che si illumina al passaggio dell’elettricità e da una capsula plastica che lo protegge e serve da lente. Questa è detta lente primaria ed è parte integrante di ogni singolo led. Fra i costruttori di sistemi per coltivazione si è ormai consolidata la scelta di montare attorno ai led o ai gruppi di led delle lenti secondarie in resine o vetro per massimizzare la riflessione e per concentrare e controllare l’ampiezza del raggio luminoso. Le aziende dichiarano che in questo modo si aumenta fino a tre volte la penetrazione della luce grazie alla minore dispersione dei raggi. La qualità di lenti e riflettori è diventata uno dei più importanti fattori di differenza qualitativa fra i prodotti, e alle caratteristiche da considerare nella scelta dei nuovi sistemi LED si aggiunge l'angolo d'apertura del fascio luminoso.

Al contrario delle lampade tradizionali che irraggiano in tutte le direzioni, i led emettono un cono di luce di ampiezza variabile grazie all’applicazione delle lenti secondarie. L’ampiezza del fascio luminoso, o angolo di apertura (beam angle) di un faretto led viene misurata in gradi sessagesimali, ad esempio 90°. I singoli componenti led che formano una piastra illuminante per coltivazione indoor sono realizzati solitamente con angoli di 90° o 120°. È importante considerare che più grande è l’angolo di diffusione del fascio luminoso, minore è l’intensità della luce che colpisce gli oggetti illuminati. In tutti i sistemi a led multipli per orticoltura, l’angolo luminoso non si riferisce al fascio emesso dall’intero gruppo illuminante, ma a quello dei singoli led che compongono il sistema.

Angoli dei LED e Coltivazione Indoor

Meglio utilizzare led con angoli stretti se la grow room è grande rispetto alle dimensioni delle piante. In questo caso la luce dispersa su un angolo ampio non viene riflessa in modo efficace dalle pareti a causa della distanza. Al contrario, in una piccola area di coltivazione le pareti riflettenti conducono meglio l’energia luminosa dei led a 120° nelle parti inferiori e interne della pianta. La distribuzione in ampiezza piuttosto che in potenza concentrata offerta dalle ottiche a 120° è utile per coltivazioni estese in senso orizzontale più che in altezza. Le lenti a grande apertura favoriscono ad esempio l’illuminazione uniforme su ampia superficie richiesta dalle coltivazioni SOG o SCROG, oppure dalle fasi di crescita vegetativa. Quest’ampiezza di fascio luminoso è paragonabile a quella delle lampade HID con riflettore, che però presentano maggiore dispersione laterale e assorbimento causati dal riflettore.

Le ottiche più strette da 90° o 60° riescono a fornire energia luminosa più localizzata sulle zone a maggiore richiesta, come i frutti in maturazione, ma possono causare stress per la forte concentrazione del raggio e generare sbiancamenti o bruciature, in particolare se associate a frequenze rosse da fioritura. Molti coltivatori preferiscono angoli ampi per illuminare meglio i rami laterali e le parti interne del tappeto fogliare, ma numerosi sistemi di nuova generazione sono invece orientati verso angoli stretti, di 90 e 60 gradi, oppure verso una combinazione delle tre ampiezze principali. È necessaria maggiore sperimentazione per capire quali combinazioni di aperture d’angolo risultino più efficaci per ridurre i consumi elettrici di illuminazione e ventilazione, ma la scelta offerta dai led di seconda generazione fra varie ampiezze di irraggiamento in base ai diversi ambienti permette già oggi ai coltivatori di gestire meglio la potenza elettrica con un mix ottimale di angolazioni dei raggi, oltre che di colore e intensità della luce.


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