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Fertilizzanti e NPK

I Macroelementi Nutritivi

Le prime sostanze chimiche fondamentali per la vita vegetale sono carbonio, idrogeno e ossigeno. La pianta le preleva direttamente dall’aria e dall’acqua. Il carbonio serve per formare tutte le molecole organiche, fra cui amidi e cellulose. La pianta lo assimila dal biossido di carbonio presente nell’aria e lo trasforma in carboidrati. L’idrogeno è prelevato dall’acqua ed entra nel ciclo di fotosintesi degli zuccheri, che sono i principali elementi di crescita della pianta. L’ossigeno è assorbito da acqua e aria ed è l’elemento chimico che consente la respirazione cellulare. Nella fase diurna di fotosintesi le piante emettono ossigeno come risultato della produzione di zuccheri e nella fase notturna richiedono ossigeno per assimilarli.

Carbonio, idrogeno e ossigeno, insieme ad Azoto, fosforo e potassio, sono i macronutrienti delle piante. Questi nutrienti sono consumati in grande quantità e si trovano nei tessuti vegetali in percentuali da 0.2% a 4.0% in campioni essiccati. I micronutrienti sono altri elementi chimici e si trovano in quantità inferiori allo 0.02%. I macronutrienti sono detti “elementi mobili” perché vengono trasportati continuamente dalla linfa nelle diverse parti della pianta, in base alle sue necessità di crescita e di fioritura. Per questo motivo una carenza o un eccesso di macronutrienti causa effetti immediatamente visibili. 

Azoto (N) per la Crescita 

L’azoto (N) è un elemento chimico fondamentale per la fotosintesi e la produzione di clorofilla. Svolge anche un ruolo importante nella produzione di enzimi e di aminoacidi, che sono le basi per creare proteine. L’azoto è il principale elemento mobile nelle piante e si sposta continuamente nelle diverse parti del vegetale. È necessario evitare temperature basse perché l’azoto diventa più difficile da assimilare restando quindi immobile in quantità eccessive nel substrato e nella pianta stessa. Con valori di pH inferiori a 5,5 per la terra e 5,0 per idroponica le radici non riescono ad assorbire azoto. Qualsiasi fertilizzante commerciale contenente N-P-K è in grado di rimediare a una carenza di azoto, che la pianta supera in circa una settimana. La povertà di azoto causa piante deboli, con foglie ingiallite e avvizzite. La sofferenza si comincia a notare nella parte inferiore della pianta e nelle foglie più vecchie, che ingialliscono rapidamente dalle punte verso il gambo. Se non è risolta rapidamente, questa mancanza di nutrimento porta a raccolti poveri.

È importante ricordare che alla fine della fioritura l’ingiallimento delle foglie per mancanza di azoto è normale e non bisogna intervenire con altro nutriente. L’eccesso di azoto può causare un ritardo nella fioritura, e nelle fasi finali è utile ridurre al minimo l’apporto di questo elemento per evitare che influisca negativamente sul sapore dei frutti. Con un eccesso di azoto la pianta risulta di colore verde scuro, alta e con gambi deboli. Le nuove crescite fogliari sono vigorose ma possono risultare deformate. I bordi delle foglie più vecchie si ripiegano in basso e i gambi tendono al viola. Le foglie ingialliscono e cadono. La capacità di assorbire acqua viene ridotta e il calcio viene “chiuso fuori” dalle radici, aggravando la situazione.

Energia dal fosforo (P)

Il fosforo (P) ha un ruolo nel trasporto dell’energia all’interno della pianta, ed è quindi un altro macronutriente mobile nelle diverse parti dei vegetali. È uno dei componenti di proteine, enzimi, DNA, ed è necessario prima per la crescita delle radici, poi per la fioritura. La carenza di fosforo riduce le dimensioni delle piante, e senza adeguati livelli di fosforo i frutti risultano scarsi. Un clima fresco riduce l’assorbimento di fosforo, così come il terreno umido e freddo. I margini delle foglie ingialliscono e si piegano all’interno. Le foglie più grandi vengono colpite prima, virano al verde scuro bluastro e poi muoiono. I gambi possono diventare rossi o violacei. La carenza si rimedia con i normali fertilizzanti organici o minerali N-P-Q. Le foglie avvizzite non si riprenderanno ma il resto della pianta continuerà la sua vita. La carenza di fosforo è abbastanza rara e al contrario il suo eccesso impedisce l’assimilazione di altri minerali causando simili problemi.

Effetto Regolatore del Potassio (K)

Il potassio (K) è un regolatore del trasporto dell’acqua e dei processi vitali. Influenza la crescita, la robustezza dei rami, la resistenza al clima, ai funghi e ai parassiti. Deve essere assimilato dalla pianta in tutte le fasi di vita e in tutte le sue parti. Può contribuire alla qualità e al sapore dei frutti ed è il terzo macroelemento mobile. In caso di carenza di potassio, le piante possono sembrare alte e vigorose ma le fibre sono deboli e i rami si piegano o si rompono facilmente. Senza fosforo si può bloccare l’evaporazione e sulle foglie appaiono macchie marroni e bordi bruciati. Quelle più grandi cominciano a ingiallire a partire dalle nervature per poi estendere la necrosi all’intera foglia. Fiori e frutti sono piccoli e maturano lentamente. Un’atmosfera troppo secca aumenta la traspirazione della pianta, che così consuma più potassio. Eccessi di azoto e calcio possono ridurre l’assorbimento del potassio. Il livello corretto di potassio può essere rapidamente ripristinato con un fertilizzante ad alto tenore K e i risultati devono essere visibili entro pochi giorni. 


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