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Fertilizzanti Minerali e Organici

Per crescere e fare frutti, le piante usano elementi naturali che combinano con acqua e con l’anidride carbonica presente nell’aria. L’energia per fare questo è fornita dalla luce, che viene utilizzata dalla pianta nel processo di fotosintesi dei componenti chimici. Le reazioni chimiche in una pianta sono numerose e complesse, ma i componenti utilizzati sono semplici: azoto, fosforo e potassio. Poi servono componenti secondari e una serie di altri microelementi, ma gli elementi chimici sono esattamente gli stessi sia che provengano da materiale organico, sia minerale. La differenza sta nella combinazione iniziale di questi elementi.

Assimilazione dei Nutrimenti Organici

Di solito le piante assorbono azoto sotto forma di nitrato di azoto (NO3), che è già una costruzione molecolare più grande rispetto al semplice azoto. Con i fertilizzanti organici si utilizzano elementi chimici ancora più grandi, con molecole complesse che verranno rielaborate dai microorganismi presenti nella terra o nella soluzione nutritiva. Per questa operazione serve del tempo e quindi la strada organica è più lenta perché si forniscono alla pianta sostanze non ancora pronte per essere assimilate.

La strada Minerale

I fertilizzanti minerali sono invece una scorciatoia per accelerare l’assimilazione dei nutrienti da parte della pianta, nutrendola direttamente con elementi chimici semplici e di immediato assorbimento da parte delle radici. La differenza pratica fra una coltivazione organica e una inorganica sta quindi nelle modalità di somministrazione dei nutrienti alla pianta. La rapidità di assimilazione dei fertilizzanti minerali permette un maggior controllo sulla quantità di nutriente e sui tempi di somministrazione. Questo porta di solito a prestazioni superiori rispetto ai nutrienti organici.

Questione di Gusti

E allora perché molti coltivatori usano solo fertilizzanti organici? È principalmente una questione di sapore, per i palati raffinati che sanno apprezzare le differenze. I fertilizzanti minerali possono contenere impurità chimiche. In teoria queste vengono espulse dalla pianta dopo un adeguato risciacquo prima del raccolto, ma qualche traccia rimane sempre. Queste impurità sono sostanze nocive e possono cambiare il sapore dei frutti. C’è poi un discorso di sostenibilità ambientale, ma restiamo in tema.

Macro Elementi e loro Utilizzo

Organici, minerali, oppure un mix, questi elementi devono essere forniti alla pianta dopo la fase di germinazione. In base alle caratteristiche della singola specie, e senza mai superare le quantità indicate dal produttore.

Azoto (N). Il componente più importante per la crescita di rami e foglie. Fondamentale in fase vegetativa. Abbassare i livelli di azoto durante la fioritura per ridurre la presenza di foglie sull’’infiorescenza.

Fosforo (P). Utilizzato per fotosintesi, traspirazione e produzione di frutti. Aumentare in fase di fioritura a un livello più elevato dell’azoto.

Potassio (K). Serve a costruire gli zuccheri nella pianta e a migliorare l’assorbimento degli altri nutrienti. Protegge dalle malattie ed è importante per crescere radici e rami robusti. Deve essere somministrato in tutto il ciclo di vita della pianta.

I produttori di fertilizzanti indicano gli elementi primari con tre numeri. Ad esempio un fertilizzante 20-10-5 contiene 20% N, 10% P e 5% K.

Micro Elementi Essenziali

Nelle confezioni di fertilizzanti si trova a volte la sigla CaMgS. Questa indica gli elementi chimici secondari utilizzati dalle piante, che sono Calcio (Ca), Magnesio (Mg) e Zolfo (S). A loro si aggiungono elementi usati in piccolissima quantità, chiamati microelementi: Boro, Cloro, Cobalto, Ferro, Manganese, Molibdeno, Rame, Selenio, Silicio, Zinco. Molti di questi componenti chimici sono presenti nella terra, ma è necessario aggiungerli al mix fertilizzante se si coltiva in cocco o idroponica. Anche nelle coltivazioni in terra si possono aggiungere questi elementi secondari, senza però dimenticare l’esatto dosaggio dei nutrienti principali N, P e K, che è molto più importante.

L'Errore più Comune

L’errore più frequente è l’eccesso di fertilizzazione. Questo fa soffrire molto le piante, che ripagheranno con raccolti più scarsi. Una dose elevata di fertilizzante può anche danneggiare irreparabilmente la pianta. Se si vedono segni di overdose di fertilizzanti, risciacquare immediatamente con molta acqua a temperatura ambiente.

A volte si esagera con alcuni nutrienti e se ne dimenticano altri. Bisogna ricordare che gli elementi principali devono essere continuamente forniti alle piante, che li trasformano costantemente. Altre sostanze vengono invece fissate in alcune zone e non è possibile fornirle in tempo successivo se si nota una carenza. Anche per per questo motivo è importante seguire con attenzione le istruzioni dei produttori per ciascun tipo di nutrimento. In un prossimo articolo vedremo come riconoscere i segni di carenza dei diversi elementi nutritivi della pianta.


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